lunedì 5 dicembre 2011

STORIA: approfondimenti degli alunni 1

LA MUMMIFICAZIONE

mini documentario: http://www.youtube.com/watch?v=b4EPHXq0McI


Il culto dei morti

Gli egizi vedevano la morte come il passaggio a un'altra esistenza, possibile però solo se il defunto disponeva di una tomba e se il corpo si manteneva pressochè intatto.
I medici egizi erano espertissimi, avevano studiato il modo di conservare i cadaveri, erano, infatti riusciti a mettere a punto una tecnica raffinatissima per la conservazione degli stessi: la MUMMIFICAZIONE.

La mummificazione dei corpi e la loro conservazione unitamente a beni terreni cari al defunto risaliva alle credenze egiziani di una vita dopo la morte , nella quale il defunto lavorava, si riuniva con gli dei , mangiava (ci sono stai vari ritrovamenti di cibo nelle tombe); insomma gli egizi credevano in una vera e propria vita molto simile a quella terrena.

La mummificazione naturale

Le condizioni ambientali favorevoli alla mummificazione  sono:

-clima freddo, secco e ventilato, che ostacola la putrfazione;
-inumazione in terreni asciutti capaci di assorbire liquidi in grande quantità;
-presenza di certi tipi di muffe che disidratano il corpo.

Mummificazioni parziali  si hanno in persone decedute in luogo chiusi, riscaldati e ben ventilati.
I fattori che favoriscono i processi di mummificazione sono la denutizione, grosse emorragie, l'età avanzata.In media il processo di mummificazione dura 6 mesi- 1 anno, ci sono stati pochi casi di mummificazioni in 2-3 mesi  e eccezionali in 2-3 settimane.

La mummificazione artificiale

La civiltà certamente più nota per le sue mummie è senza dubbio quella egizia.
Da fenomeno naturale la conservazione dei corpi divenne una vera arte la cui diffusione si estese al faraone e alla sua famiglia, e via via ai nobili ed ai ricchi in generale. Gli imbalsamatori, che univano conoscenze di anatomia umana a rituali religiosi dovevano agire con rapidità, prima che il cadavere cominciasse a decomporsi.
Il completamento del processo durava circa 70 giorni.
Il primo passo consisteva nella rimozione degli organi interni, la cui presenza avrebbe potuto accelerare il processo di putrefazione. Il cervello veniva rimosso dalla scatola cranica tramite uncini metallici inseriti nelle narici, poi con un taglio sull'addome si estraevano gli organi interni tranne il cuore, ritenuto sede dell'anima.


Gli organi interni rimossi venivano posti nei vasi canopi, così chiamati da Canopo, città sul delta del Nilo, aventi le fattezze dei 4 figli di Horus.
Successivamente  anche gli organi interni venivano avvolti in bende per poi essere riposti nel corpo del defunto, ma i vasi canopi, anche se privi di utilità pratica , continuarono ad essere deposti nelle tombe.
Dopo l'esportazione degli organi, si procedeva alla disidratazione del corpo immergendolo per circa 40 giorni in natron, un sale esistente in natura. A seguito di questa lavorazione il corpo veniva immerso nelle acque del Nilo per togliere il natron residuo. Il corpo svuotato veniva poi lavato con il vino di palme che impediva lo sviluppo di batteri decompositori e riempito di mirra, cannella, essenze profumate e bende impregnate di natron, pezzi di lino e segatura. Il corpo poi veniva ricoperto con lo stesso sale e infine unto con appositi oli balsamici.
Al termine di questa fase il corpo appariva completamente disidratato anche se ancora riconoscibile. L'incisione addominale veniva poi coperta con una placca metallica detta l'occhio di Horus.
Al termine di queste operazioni il corpo veniva strettamente avvolto in bende impregnate di resina, sulle quali poi venivano riportate delle formule magiche, e tra i vari strati del bendaggio venivano inseriti vari amuleti legati alla vita.


Alla mummificazione seguiva il funerale vero e proprio con la sistemazione del corpo nella tomba. Le cerimonie e le tombe variavano a seconda dello stato sociale del defunto , da delle semplici sepolture nel deserto a tombe riccamente dipinte e dotate di preziosi corredi funebri. Un famoso esempio di tutto ciò è stato ritrovato nella tomba di Tutankhamon.
Da un cadavere mummificato è possibile prendere impronte digitali mediante delle tecniche che reidratano le parti molli delle dita.

Le classi di mummificazione

C'erano tre classi di mummificazione, ciascuna con una lavorazione diversa a seconda del prezzo che gli eredi del defunto volevano pagare:

-La prima classe: era la più costosa e comprendevano tutte quelle mummie che dopo essere state svuotate degli organi interni venivano immerse per 40 giorni in un bagno di natron, dopo di ciò venivano lavate, profumate e avvolte in  bende di lino, previa coloritura della pelle e delle labbra;

-La seconda classe: aveva un procedimento più semplice: si riempiva il corpo del defunto dall'orifizio anale di olio di cedro asiatico, che liquefaceva gli organi interni. Il corpo veniva svuotato di quest'olio , poi veniva avvolto nelle bende e poi si riconsegnava ai parenti.

-La terza classe: era la più economica e comune in Egitto, limitava la mummificazione all'immersione del corpo in un bagno bollente di acqua e natron, dopo essiccazione con aria ventilata, avveniva l'avvolgimento in stuoie di iuta.

Amuleti e canopi

Per salvaguardare il defunto durante il suo viaggio nell'aldilà, gli imbalsamatori infilavano diversi e minuscoli amuleti portafortuna tra le bende.
Erano svariate centinaia ed ognuno aveva un significato preciso.
Lo Scarabeo simboleggiava la risurrezione ed era posto sopra o dentro il petto.               
                                                     

La colonna Djed conferiva stabilità e fermezza e simboleggiava la spina dorsale di Osiride


 L'amuleto più potente era l'Occhio di Horus, dispensatore di salute.


L'appoggiatesta Weres indicava che il capo del morto sarebbe rimasto sollevato per sempre.


Le viscere estratte dal corpo del defunto venivano poste in vasi canopi,che avevano come coperchi le teste dei 4 figli di Horus: Daumutef, con la testa di sciacallo conteneva lo stomaco, Quebehsemut, il falco conteneva gli intestini.
Nel vaso con la testa umana, Ismet, veniva riposto il fegato, quello di Hapy, con la testa di babbuino, conteneva i polmoni


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