venerdì 25 maggio 2012

La fondazione di Roma - tra storia e leggenda

21 aprile 753 a.C.
Secondo la leggenda questa è la data in cui venne fondata la città di Roma.
Tra i miti che narrano le mitiche origini della città il più celebre è quello esposto da Virgilio nell'ENEIDE.
Un'altra fonte fondamentale per indagare i primi secoli di storia della città laziale è il testo di Tito Livio, AB URBE CONDITA LIBRI - Storia di Roma dalle sue origini. In realtà anche nel racconto di Livio realtà e leggenda si intrecciano strettamente.
Enea e i suoi familiari in fuga da Troia - dipinto di F. Barocci
Nel racconto di Virgilio l'eroe troiano Enea, figlio di un mortale e della dea Venere, fugge dalla sua città conquistata e incendiata dagli Achei dopo 10 anni di assedio. Con lui ci sono il padre Anchise, il figlio Ascanio (più tardi chiamato Iulo) e un gruppo di fuggitivi troiani. Una profezia vuole che Enea diventi il fondatore di una stirpe destinata a dominare il mondo. Dopo un lungo girovagare per il Mediterraneo, durante il quale farà tappa a Cartagine dove vivrà una drammatica storia d'amore con la regina Didone, Enea giungerà con i suoi compagni sulle coste del Lazio. Qui, dopo varie vicissitudini fonderà la città di Lavinio. 
il viaggio di Enea
Successivamente Ascanio/Iulo, progenitore della gens Iulia, la famiglia di Giulio Cesare e dell'imperatore Ottaviano Augusto,  fonderà la città di Alba Longa.
Virgilio, che visse durante l'impero di Augusto, scrive un'opera nella quale vuole esaltare la nobiltà delle origini di Roma, ricollegandola agli illustri eroi omerici e alla volontà degli dei di destinarle un futuro di grande potenza dominatrice. Anche la famiglia imperiale viene collegata a questo destino - Augusto infatti, nel mito virgiliano, risulta discendere da Iulo e, quindi dalla dea Venere, oltre che dai mitici fondatori. Chi più legittimato di lui a governare?

In realtà l'Eneide non ci parla della fondazione di Roma, per il semplice fatto che, se le vicende della guerra troiana si collocano nel XII sec. e, nella convinzione degli storici romani la fondazione dell'Urbe risale al 753 a.C., tra i due eventi c'è un intervallo di ben 4 secoli.

Tito Livio racconta come dopo tanti secoli dalla fondazione di Alba Longa ha origine la vicina città di Roma.
Narra Livio che allora regnava su Alba Longa il re latino Numitore. Un giorno questi viene spodestato dal fratello, Amulio il quale, temendo che Rea Silvia, figlia di Numitore, potesse un giorno avere dei figli che avrebbero potuto legittimamente reclamare il trono che lui aveva usurpato, la costringe a diventare vestale.
Le vestali erano sacerdotesse della dea Vesta, le quali avevano l'obbligo di mantenersi vergini per tutta la durata della loro carica, 30 anni.
Un giorno, però, il dio Marte si innamora di Rea Silvia e si unisce a lei. Da questa unione nasceranno due gemelli, Romolo e Remo.
Marte e Rea Silvia - dipinto di P.P. Rubens

Quello che Amulio temeva si era quindi realizzato. Quel che decide di fare dei nipoti il crudele zio lo potrai ascoltare cliccando sul link qui sotto:


Divenuti adulti Romolo e Remo scoprono le loro origini. Tornati ad Alba Longa uccidono Amulio e rimettono sul trono il nonno Numitore.
La loro ambizione è però quella di fondare una nuova città.
A pagina 240 del tuo libro Tito Livio racconta la leggenda della fondazione.


La felice posizione geografica di Roma
Molto prima della data della mitica fondazione la zona di Roma era popolata da popoli indoeuropei, come i Latini  e i Sabini insediati in villaggi sui colli che ora fanno parte della città.
La zona sulla quale sorse Roma era racchiusa tra i potenti insediamenti etruschi a nord e le ricche città della Magna Grecia a sud.
Si trovava presso un'ansa del fiume Tevere, in una zona adatta al guado grazie alla presenza dell'isola Tiberina. I numerosi colli ne facevano una zona adatta alla difesa dalle aggressioni esterne. Il mare era vicino, ma non tanto da rendere l'insediamento facile preda di aggressioni piratesche. Presso la foce del Tevere , nella zona di Ostia, vi erano delle saline. Il sale, prodotto fondamentale per la conservazione del cibo, veniva trasportato principalmente lungo la via Salaria, importantissima via commerciale, che attraversava la zona di Roma. 

IL PERIODO MONARCHICO
753-509
filmato: I 7 RE DI ROMA: http://www.ovo.com/re-roma

Prima fase:
- alternanza di re latini e sabini. Romolo stesso governa insieme al sovrano sabino Tito Tazio (vedi la leggenda del rapimento delle donne sabine  narrata da Livio - pag. 241).

Seconda fase:
- predominio etrusco. Il 5° (Tarquinio Prisco) e il 7° re (Tarquinio il Superbo) portano un nome etrusco, indice del predominio  di questo popolo sulla città laziale nel VI sec.

Durante il periodo etrusco la città si ingrandisce e si rafforza: vine bonificata l'area paludosa ai piedi dei colli, dove sorgerà la piazza del Foro; sotto il 6° re, il latino Servio Tullio, viene costruita la prima cerchia di mura difensive (le mura serviane).

Roma alla fine del periodo monarchico. In rosso il circuito delle mura serviane

tratto delle mura serviane visibile ancora oggi

Quella romana era una MONARCHIA ELETTIVA. Il re veniva eletto dall'assemblea delle famiglie più illustri. Originariamente il sovrano era affiancato nelle sue funzioni da un consiglio di anziani (i patres delle famiglie più nobili e più ricche). Da questa assemblea deriverà il futuro senato.

Il re era anche il supremo capo religioso ed era affiancato dai collegi sacerdotali:
- Collegio dei pontefici: depositario e interprete delle norme giuridiche prima che si giungesse alle prime leggi scritte.
- Collegio degli aùguri: che aveva il compito di interpretare la volontà degli dei per garantire felice esito delle imprese.
- Collegio delle vestali: avevano il compito di custodire il fuoco sacro.


rovine del tempio di Vesta, nel Foro romano






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